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Adriano Spatola


Adriano

Spatola

Adriano Spatola (Sapjane, 4 maggio 1941 – Sant'Ilario d'Enza, 23 novembre 1988) studia a Bologna, dove nel 1961 pubblica il suo primo libro, Le pietre e gli dei, che contiene alcuni disegni del pittore Beppe Landini ed ha una tiratura limitata a circa 400 copie. Sin dalla sua prima raccolta, quindi, è evidente un'attenzione per l'ambito figurativo, ma più in generale per una contaminazione fra arti differenti, che si realizza in collaborazioni editoriali con pittori ed artisti, nonché nella sperimentazioni di linguaggi di confine come la scrittura verbo-visiva e la poesia sonora. Nei primi anni della sua attività, tale attenzione è ribadita dalle numerose presentazioni a cataloghi di mostre di artisti come Landini, Squarza, Gaibazzi. In questo periodo, Spatola inoltre fonda e dirige la rivista «Bab Ilu», che nel primo numero ospita alcune incisioni di giovani autori, ed interventi sull'arte figurativa. Nello stesso decennio, pubblica opere quali Poesia da montare (Sampietro 1965) e Zeroglifico (Sampietro 1966; Geiger 1975), che rientrano nell'ambito della poesia verbo-visiva. Entrambe le opere sono pubblicate da Sampietro, presso cui Spatola rivestiva il ruolo di direttore editoriale. La casa editrice bolognese era particolarmente attenta all'aspetto visuale dell'oggetto-libro sia nella scelta degli autori – pubblicando, ad esempio, artisti del Gruppo 70 – sia nella realizzazione dei propri volumi, proponendo un progetto grafico innovativo. Nel 1967 inoltre Spatola promuove e organizza assieme a Claudio Parmiggiani e Corrado Costa l'evento Parole sui muri, tenutosi in agosto a Fiumalbo (sull'appenino modenese). La manifestazione, nata come “esposizione internazionale di manifesti”, si trasforma ben presto in happening di poesia, arte, azione scenica, cinema indipendente, con le opere dei vari artisti che si appropriano di spazi inconsueti, in una comunicazione interdisciplinare, intermodale, intermediale. Negli anni Settanta Spatola si dedica soprattutto all'attività editoriale, con la creazione delle Edizioni Geiger, e dell'omonima antologia – che raccoglie opere di poesia visuale di autori di tutto il mondo – nonché con la realizzazione della rivista «Tam Tam». A questo periodo afferiscono anche raccolte di poesia lineare (Majakovskiiiiiiij, Geiger 1971; Diversi Accorgimenti, Geiger 1975), libri d'artista (Cantico delle creature, Achille Maramotti 1977), oppure opere che si collocano al di fuori della distribuzione editoriale come Autobiografia futurista (1977, realizzato con cartone e bulloni), Inch by inch (1978) e La vergine di Norimberga (1978, realizzato con legni e chiodi). Anche negli anni Ottanta Spatola realizza opere strettamente connesse all'ambito visivo, come Piccolo Majakowskij per El Lisiskij (Edizioni Tam Tam 1982), e Cangiullo futurista (Studio Morra 1985, collage su cartoncino e letraset su acetato) e contribuisce con i propri testi alla realizzazione di libri di vari artisti come ad esempio Giuliana Pini (Otto in si minore, Edizioni Tam Tam 1982) e Tommaso Cascella (Animagia, Corraini 1985). In particolare con Giuliano Della Casa realizza il libro illustrato Cacciatore di mosche­ (Tognolo 1980) e la raccolta di poesie lineari postuma, La definizione del prezzo (Tam Tam-Edizioni Martello 1992).

Per ulteriori informazioni bio-bibliografiche si rimanda a Giovanni Fontana (a cura di), I libri di Adriano Spatola, catalogo della mostra tenutasi presso la biblioteca Poletti di Modena nel 2008-2009, Modena, Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti, 2008.

[Lorenzo Berti]