Tu sei qui: Home Banca Dati Autori Edoardo Sanguineti

Edoardo Sanguineti


Edoardo

Sanguineti

(Genova 1930 – 2010).  Ha esordito nel 1956 con la raccolta Laborintus, pubblicata da Magenta nella collana “Oggetto e Simbolo” diretta da Luciano Anceschi. A Laborintus seguono nei primi anni della sua carriera Erotopaegnia (1960) (pubblicato insieme a Laborintus col titolo di Opus metricum), Purgatorio de l’Inferno (1964) poi riuniti, entrambi, con Laborintus in Triperuno, e ancora, negli anni successivi, T.A.T (1968), Reisebilder (1971) (poi ricomprese sotto il titolo complessivo di Wirrwarr) e Postkarten (1978). Il percorso poetico di Sanguineti, prosegue poi in maniera particolarmente prolifica fino al 2004, con le raccolte Stracciafoglio (1980), Scartabello (1981), Bisbidis (1987), Senzatitolo (1992), Cose (1999) e appare costantemente segnato dall’attenzione alle arti visive e dalla collaborazione con pittori, scultori e artisti in genere, sin a partire dall’incontro determinante con Luciano Anceschi, avvenuto proprio per il tramite della rivista della Galleria d’arte Numero di Firenze diretta da Fiamma Vigo e per l’intermediazione del pittore Gianni Bertini, conosciuto da Sanguineti presso lo studio del pittore Albino Galvano, già suo professore al Liceo Classico D'Azeglio di Torino. Nei primi anni Cinquanta, Sanguineti collabora anche con la rivista «Il Gesto», diretta da Enrico Baj, e partecipa in prima persona alle attività del gruppo dei pittori nucleari. Quel clima sarà determinante per l'ideazione e la realizzazione di Laborintus. Nella seconda metà degli anni Cinquanta inizia a collaborare stabilmente pure con l’avanguardia napoletana facente capo alla rivista «Documento Sud» e si lega di personale amicizia con alcuni dei pittori del Gruppo 58. L’amicizia con Mario Persico, in particolare, di cui Sanguineti scrisse il testo del catalogo pubblicato da Schwarz nel 1961, condurrà negli anni alla pubblicazione di Erototechnae (1984) di Libretto (1995), di Omaggio a Goethe (2003) e di Omaggio a Shakespeare (2004). Ma rilevanti appaiono anche le frequentazioni con Guido Biasi - assieme al quale Sanguineti realizza il testo di poetica Restaurazione e rivoluzione, poi compreso nel catalogo della prima mostra personale dell’artista (Napoli, Galleria Il Centro 1964) - con Lucio Del Pezzo - con cui realizza alcuni libri d’arte come Nelle cose stesse (Edizioni del Deposito, 1967), Decalogo (Studio Marconi, 1978), oltre all’edizione illustrata della Batracomiomachia di Giacomo Leopardi (Cassa di Risparmio di Macerata 1988) - con Sergio Fergola - per il quale interviene come critico in più di un'occasione - e con Luca (Luigi Castellano). Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta, Sanguineti, dopo aver aderito al Manifeste de Naples (1959), promosso dal Gruppo 58, dedica alcuni saggi alla situazione artistica italiana, intervenendo, in particolare sulla Nuova Figurazione (1963) e sulla stessa avanguardia napoletana (Risemantizzazione del reale, 1965). Dopo essere stato incluso nella raccolta curata da Alfredo Giuliani I Novissimi (1961), nell’ottobre del 1963 è tra i fondatori del Gruppo 63. Nel 1965 pubblica il decisivo Ideologia e linguaggio, con il quale delinea una lettura storica dell'avanguardia e si contrappone anche formalmente ad alcune declinazioni dello sperimentalismo degli anni Cinquanta e Sessanta (in particolare, come è noto, al Pasolini di Passione e ideologia). In questi anni viene in contatto con numerosi artisti, tra cui Luigi Veronesi, Ugo Nespolo, Antonio Davide, Geppino Cilento, Fomez, Mario Botta e ha modo di approfondire le proprie collaborazioni con Antonio Bueno, Carol Rama e Enrico Baj. Il poeta dedica ai tre artisti numerosi interventi, e cura i testi di alcuni cataloghi come Antonio Bueno (Feltrinelli 1975), Carolrama: luoghi e segni (Venezia 1994) ed Enrico Baj (Roma 1967). Tali interventi oggi sono solo parzialmente ripubblicati nella raccolta di saggi Cultura e realtà (2010) e nel volume di Tommaso Lisa, Pretesti ecfrastici. Sanguineti e alcuni artisti italiani (2004). Numerose, poi, le collaborazioni editoriali con i tre artisti, tra cui è importante ricordare almeno Alfabeto apocalittico, pubblicato nel 1984 dalla Galleria Rizzoli di Milano, con 21 ottave di Sanguineti, 21 capilettera e un’acquaforte di Baj, che sarà anche motivo di un omonimo happening condotto dai due. Nel 1974 realizza Omaggio a Emilio Vedova (Galleria Rizzardi) con fogli grafici dello stesso artista. Scrive, in questo periodo, anche i romanzi sperimentali Capriccio italiano (1963) e Il giuoco dell'oca (1967), dedicandosi pure al teatro (K e altre cose, 1962; Teatro, 1969), attività che proseguirà proficuamente anche negli anni successivi, con alcuni travestimenti come Faust (1985), Commedia de l'Inferno (1989). Negli anni successivi a Postkarten Sanguineti realizza numerose altre collaborazioni con Luca Alinari (Fame di tonno 1981), Valeriano Trubbiani (Scartabello 1981), Antonio Papasso (Re/Spira 1982, Promemoria Pro/memoria 1992), Carlo Cremaschi (Rebus 1984), Salvatore Paladino (Quintine 1985), Cosimo Budetta (Quattro haiku 1995), Ico Parisi (Rebus 1996), Cristiana Isoleri (Taccuinetto 1998), Marco Nereo Rotelli (Corto 1998), Tommaso Cascella (Wundercammer 1998), Carmine Lubrano (Sulphitaire 1999). Numerosissime sono le poesie d'accasione dedicate a pittori ed artisti. Quasi tutte sono attualmente reperibili nelle raccolte Fuori catalogo (1957-1979) (appendice di Stracciafoglio, Feltrinelli 1980, poi ampliato nella raccolta di raccolte Segnalibro, Feltrinelli 1982), in Stravaganze e Poesie fuggitive (reperibili nella raccolta di raccolte Il gatto lupesco, Feltrinelli 2002) e in Varie ed eventuali (Feltrinelli 2010). Molto rilevante anche l'attività di critico letterario e dantista, con i volumi Interpretazione di Malebolge (1961), Tre studi danteschi (1961), Tra liberty e crepuscolarismo (1961), Alberto Moravia (1962), Guido Gozzano. Indagini e letture (1966), Il realismo di Dante (1966), La missione del critico (1987), Il chierico organico (2000). Si tace in questa sede dell'attività di Sanguineti come traduttore, nonché dei suoi numerosi interventi giornalistici, mentre è opportuno, considerando la destinazione di questa scheda, ricordare l'importanza della sua collaborazione con alcuni musicisti come Luciano Berio, conosciuto intorno alla metà degli anni Sessanta, e con il quale realizza le opere Passaggi (1963) e Laborintus II (1965); Vinko Globocar (Carrousel, 1981), Andrea Liberovici (Il mio amore è come una febbre e mi rovescio, 1998 e Sei personaggi.com, 2001). Per ulteriori riferimenti bio-bibliografici si rimanda all'appendice di E. Sanguienti, Mikrokosmos. Poesie 1951-2004, a cura di E. Risso, Milano, Feltrinelli 2004; per maggiori dettagli sul rapporto tra Sanguineti ed alcuni dei pittori con cui ha collaborato negli anni si raccomanda T. Lisa, Pretesti ecfrastici. Edoardo Sanguineti e alcuni artisti italiani, Firenze, SEF, 2004; per l'analisi di Fuori Catalogo e, più in generale, della poetica sanguinetiana si consiglia, tra le più recenti, la monografia di L. Weber, Usando gli utensili dell'utopia, Bologna, Gedit, 2004; infine, per quanto riguarda gli scritti d’arte del poeta, si rimanda, benché non sia completo, a E. Sanguineti, Cultura e realtà, Milano, Feltrinelli, 2010.

[Federico Fastelli]