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Istituto Statale d'Arte di Urbino


Una prima storia dell’Istituto è stata compilata nei primi anni Sessanta da Carlo Bo, autore di Cento anni di vita dell'Istituto statale di belle arti di Urbino, Urbino, STEU, 1962, al quale si affianca, il Catalogo delle pubblicazioni curate dall'Istituto statale d’arte di Urbino, stampato nello stesso anno e che traccia un primo bilancio delle attività sostenute e realizzate nel corso di un’attività già allora centenaria. Nel catalogo si trovano elencati tutti i volumi stampati dall’Istituto: di tali pubblicazioni, comprendenti opere di poesia, venivano tirate un numero assai limitato di copie, secondo le possibilità della stessa scuola e tra quelle di particolare interesse per il settore specifico della poesia si ricordano: Paolo Volponi, II ramarro (1949), presentazione di Carlo Bo , con frontespizio decorato da Carlo Ceci; Rina Virgillito, I giorni del Sole (1953), presentazione di Carlo Bo, con un disegno di Eugenio Montale e frontespizio decorato da Amedeo Logli; Giovanni Giudici, La stazione di Pisa (1955), con un disegno di Emilio Greco; Lamberto Pignotti, Storia Antica (1964) con 3 incisioni all’acquaforte di Giuseppe Guerreschi.

Nel 2005, alla “Collezione Papuli” di libri rari editi dalla Scuola del Libro di Urbino è stata dedicata una mostra realizzata con il contributo dell’Amministrazione della Provincia di Pesaro e Urbino, e intitolata L’incisione, il libro e il libro d’artista, tenutasi presso la Galleria Viviani di Urbino, mentre si ricorda che alla medesima collezione è dedicato il catalogo online reperibile al sito internet: http://www.prourbino.it/CatPapuli.htm.

[Marco Corsi]